"LIBERE DI ESSERE NOI STESSE"
«Ogni volta che una donna lotta per se stessa, lotta per tutte le donne»
Maya Angelou
Di seguito, alcuni scatti relativi al mio intervento e l'articolo completo relativo alla sintesi degli interventi di ciascuna relatrice che ha partecipato al convegno, consultabile su questo link :https://www.confinelive.it/carsoli-grande-partecipazione-per-lincontro-libere-di-essere-noi-stesse-focus-sulla-condizione-della-donna-spirale-violenta-e-prevenzione/. L'articolo redatto dalla giornalista Elisabetta Zazza è stato riportato sul quotidiano online "CONFINELIVE".

Ecco, invece il cuore della mia relazione al convegno dal titolo:
"LA PSICOLOGA DELLA VIOLENZA SULLE DONNE: TRA CICLO DELLA VIOLENZA E LEGAME TRAUMATICO"
...La parola è passata poi alla psicologa Maria Chiara Mazzei che ha delineato il tema della violenza partendo dall’elemento fondante che spesso scatena l’agire violento dell’uomo da parte della donna: la violenza psicologica. Molte donne vengono letteralmente annientate mentalmente dal proprio partner al punto da negare a sé stesse le potenzialità violente di lui, e a non riconoscere più il pericolo. Dunque si parte dal ciclo della violenza, la spirale violenta in cui la donna inconsapevolmente ricade e il legame traumatico che si instaura, come una sorta di dipendenza, di schiavitù dall’uomo.
Ciclo della violenza e spirale della violenza sono i meccanismi alla base della violenza stessa, che è un processo costituito da una serie di fasi cicliche che si ripetono nel tempo.
Nel ciclo, per esempio il passaggio dalla prima fase, la tensione, che si manifesta con la violenza psicologica, poi l’escalation (aggressione fisica), fino ad arrivare al pentimento, una breve fase idilliaca di riappacificazione chiamata anche “luna di miele” (terza fase). Sono dinamiche che confondono la donna divisa tra rabbia e paura inespressa, vergogna, sentimenti di inadeguatezza, speranza di un cambiamento. Questo, ad esempio, è uno degli aspetti psicologici principali che portano la donna a restare, a nascondersi dal problema, a non ribellarsi, a non scappare.
La spirale violenta indica invece il fatto che le varie violenze che si succedono diventeranno sempre più intense e, paradossalmente, più è intensa la violenza, più l’autostima si abbasserà, le forze di combattere anche. Più la donna crede di non valere, di non farcela, di non poter meritare altro, così più forte perdonerà al suo partner qualsiasi cosa e poi più forte sarà il trauma, quando la violenza si ripeterà.
La donna finisce per credere di essere esattamente come viene descritta (“sei stupida”, “non combinerai mai nulla”, “dove vai senza di me”). Il maltrattamento psicologico si trova nella prima fase del ciclo e precede la violenza fisica o sessuale. La psicologa Maria Chiara Mazzei ha dunque sottolineato quanto sia importante, come prima forma di prevenzione, prendere coscienza e non lasciarsi sopraffare da una relazione che sin dall’inizio si mostra zoppicante, poiché calpesta la dignità della persona, l’autostima e il rispetto.
«Per tutte le violenze consumate su di Lei,
per tutte le umiliazioni che ha subito,
per il suo corpo che avete sfruttato,
per la sua intelligenza che avete calpestato,
per l’ignoranza in cui l’avete lasciata,
per la libertà che le avete negato,
per la bocca che le avete tappato,
per le ali che le avete tagliato,
per tutto questo: in piedi Signori, davanti a una Donna!»
(William Shakespeare)